SuperAgers: una nuova ricerca rivela come alcuni cervelli sfidano l’invecchiamento

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Uno studio innovativo fa luce sul motivo per cui alcuni individui mantengono una funzione cognitiva eccezionale fino agli 80 anni e oltre, un fenomeno noto come “SuperAger”. Per decenni si è ipotizzato che il declino cognitivo sia una parte inevitabile dell’invecchiamento, ma questi risultati dimostrano che la capacità di rinnovamento del cervello potrebbe essere molto maggiore di quanto precedentemente ritenuto.

La biologia dell’invecchiamento eccezionale

I ricercatori hanno analizzato il tessuto cerebrale post mortem dei SuperAger insieme a individui giovani, normalmente invecchiati e affetti da demenza. Utilizzando il sequenziamento avanzato di singole cellule, hanno scoperto che i SuperAger non solo preservano meglio i loro neuroni; ne crescono attivamente di nuovi a un ritmo più elevato attraverso un processo chiamato neurogenesi dell’ippocampo. Ciò mette in discussione la convinzione obsoleta secondo cui il cervello umano adulto ha una capacità limitata di generare nuove cellule cerebrali.

Lo studio rivela una “firma di resilienza” nei SuperAger, un modello molecolare unico che protegge dal deterioramento cognitivo legato all’età. Al contrario, gli individui con Alzheimer hanno mostrato una neurogenesi significativamente ridotta, con disfunzioni cellulari precoci rilevabili anche prima che si manifestassero i sintomi. Ciò suggerisce che il cervello può segnalare problemi cognitivi molto prima che i cambiamenti comportamentali diventino evidenti.

Cosa puoi fare per sostenere la salute del cervello

Anche se non esiste un percorso garantito per diventare un SuperAger, la ricerca evidenzia diversi fattori legati allo stile di vita che promuovono la plasticità cerebrale e la crescita dei neuroni:

  • Esercizio fisico regolare: L’attività aerobica aumenta il flusso sanguigno al cervello e stimola il rilascio del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), essenziale per la sopravvivenza dei neuroni.
  • Apprendimento permanente: impegnarsi in nuove competenze (musica, lingue, hobby) rafforza le connessioni neurali.
  • Sonno prioritario: Il sonno profondo consolida i ricordi e consente al cervello di riparare e rafforzare i percorsi neurali.
  • Impegno sociale: interazioni significative stimolano l’attività cerebrale e contribuiscono alla resilienza cognitiva.

Il cibo da asporto

Questa ricerca non promette l’immortalità, ma rafforza l’idea che le scelte di vita proattive possono avere un impatto misurabile sulla salute del cervello a lungo termine. Le abitudini che coltivi oggi potrebbero definire l’acutezza della tua mente tra decenni. L’esercizio fisico, il sonno e l’apprendimento continuo non sono solo buoni consigli; ora sono supportati da prove di cambiamenti a livello cellulare anche in età avanzata.