Le pratiche mente-corpo sono promettenti per il benessere mentale dei pazienti affetti da demenza

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Una nuova ricerca conferma che interventi semplici come lo yoga, la consapevolezza e la meditazione possono offrire un significativo sollievo per la salute mentale delle persone affette da demenza, ma il successo dipende da come queste pratiche vengono implementate. Una revisione completa di 98 studi globali, pubblicata sulla rivista Aging & Mental Health, rivela strategie chiave per massimizzare i benefici.

La sfida della demenza e della salute mentale

La demenza rappresenta già un pesante fardello sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. Spesso, le persone affette da demenza sperimentano anche problemi di salute mentale, come depressione, ansia o agitazione. I trattamenti tradizionali non sono sempre efficaci o ben tollerati, rendendo gli approcci alternativi come gli interventi mente-corpo (MBI) un’opzione sempre più attraente.

Risultati dello studio: cosa funziona meglio?

I ricercatori hanno analizzato rigorosamente i dati esistenti provenienti da cinque principali database per identificare quali MBI sono più efficaci per i pazienti affetti da demenza. I risultati evidenziano diversi fattori cruciali:

  • Durata della sessione: Sessioni più brevi, meno di un’ora, producono risultati migliori. Ciò riduce lo sforzo cognitivo e mantiene il coinvolgimento.
  • Coinvolgimento degli operatori sanitari: Il supporto della famiglia o degli operatori sanitari è vitale. L’incoraggiamento e l’assistenza possono superare la resistenza e garantire la coerenza.
  • Coerenza nella routine: La pratica regolare è fondamentale. Programmi prevedibili aiutano i pazienti a integrare gli MBI nella loro vita quotidiana.
  • Semplicità: Gli interventi dovrebbero essere cognitivamente poco impegnativi. Esercizi o istruzioni complessi possono sopraffare chi ha deficit cognitivi.

Applicazioni e barriere nel mondo reale

Lo studio riconosce che suggerire semplicemente gli MBI non è sufficiente. Come osserva la coautrice dello studio Isabel Sadowski, “I risultati migliori sono stati osservati più spesso quando i programmi erano più brevi, più semplici, cognitivamente meno impegnativi e quando erano coinvolti operatori sanitari e promemoria tecnologici.” Ciò significa che il supporto pratico, come promemoria sui farmaci o attività programmate, è essenziale.

Tuttavia, permangono delle barriere. Il carico cognitivo, i problemi di salute esistenti e le sfide logistiche (accesso alle lezioni, trasporti) possono ostacolare la partecipazione. Anche la connessione di gruppo e l’istruzione qualificata sono importanti: i pazienti traggono beneficio quando si sentono supportati e guidati in modo efficace.

Il risultato finale

Gli interventi mente-corpo rappresentano uno strumento prezioso per la gestione della salute mentale nei pazienti affetti da demenza, ma l’implementazione è importante. Dando priorità a sessioni brevi, semplici e coerenti con il supporto del caregiver, possiamo sbloccare l’intero potenziale di queste pratiche. La ricerca sottolinea che anche meno di un’ora di MBI mirati può migliorare significativamente il benessere, offrendo un approccio pratico e accessibile alla cura.