Alzheimer e sicurezza termica: proteggere la salute cognitiva in caso di aumento delle temperature

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L’aumento delle temperature rappresenta un rischio significativo, spesso trascurato, per le persone con malattia di Alzheimer. Sebbene il colpo di calore sia pericoloso per chiunque, le persone con declino cognitivo sono particolarmente vulnerabili a causa dei cambiamenti fisiologici e neurologici che compromettono la loro capacità di regolare la temperatura corporea e riconoscere la disidratazione. Ciò è importante perché il cambiamento climatico sta rendendo le ondate di caldo più frequenti e intense, mettendo a rischio milioni di persone.

Perché l’Alzheimer aumenta la sensibilità al calore

La malattia di Alzheimer colpisce il cervello in modi che rendono più probabile il surriscaldamento. La malattia può interrompere la naturale risposta del corpo alla sete, il che significa che le persone potrebbero non avere sete anche quando sono disidratate. Inoltre, la capacità di percepire le alte temperature diminuisce, portando le persone a rimanere troppo a lungo in ambienti caldi senza rendersi conto del pericolo.

I fattori chiave includono:

  • Sete ridotta: I cambiamenti cerebrali possono compromettere la sensazione di sete.
  • Regolazione della temperatura compromessa: la capacità del corpo di mantenere una temperatura stabile si indebolisce.
  • Confusione cognitiva: Rende più difficile riconoscere i sintomi legati al calore.
  • Effetti dei farmaci: Alcuni farmaci per l’Alzheimer possono peggiorare la sensibilità al calore.

Gli studi confermano questo rischio: un’analisi di oltre 3 milioni di ricoveri ospedalieri ha rilevato che anche un solo giorno di caldo estremo ha aumentato significativamente i tassi di ospedalizzazione per i pazienti con Alzheimer. In Cina, la ricerca ha mostrato una correlazione diretta tra ondate di caldo più calde e tassi di mortalità più elevati tra gli anziani affetti da demenza.

Strategie proattive per mantenere la calma

Proteggere le persone con Alzheimer dal caldo richiede un approccio articolato.

A casa:

  • Aria condizionata: Usa le unità AC il più possibile. Se il raffreddamento completo della casa non è fattibile, concentrati sul mantenere fredde le camere da letto per migliorare il sonno.
  • Idratazione: incoraggiare l’assunzione frequente di liquidi, anche se la persona non ha sete. Mantieni le bottiglie d’acqua visibili e usa gli allarmi per ricordare loro di bere.
  • Protezione solare: chiudi le persiane e le tende durante le ore di punta del caldo, ma mantieni una luce sufficiente per muoverti in sicurezza.

All’aperto:

  • Controlla l’indice di calore: Presta attenzione alla temperatura percepita, non solo alla temperatura dell’aria.
  • Tempora attentamente le attività: Evita le ore di punta (in genere dalle 11:00 alle 15:00).
  • Vestirsi in modo appropriato: Indossare abiti larghi e di colore chiaro, realizzati con tessuti traspiranti.
  • Buddy System: Non permettere mai a qualcuno affetto da Alzheimer di uscire da solo durante le ondate di caldo. Un accompagnatore può garantire l’idratazione, applicare la protezione solare e monitorare i segni di surriscaldamento.

Riconoscere e rispondere alle malattie legate al caldo

I sintomi dell’esaurimento da calore e del colpo di calore possono essere impercettibili nelle persone con declino cognitivo. Confusione, irritabilità, vertigini e debolezza sono tutti segnali di allarme. Se ciò si verifica, consultare immediatamente un medico.

Se sospetti un surriscaldamento:

  1. Spostare la persona in un luogo fresco.
  2. Offrire liquidi (acqua o bevande elettrolitiche).
  3. Applicare panni freddi sulla pelle.
  4. Chiamare l’assistenza medica se i sintomi peggiorano.

La malattia di Alzheimer rende la gestione dell’esposizione al calore più complessa, ma una pianificazione proattiva, l’idratazione e un attento monitoraggio possono ridurre significativamente il rischio di malattie legate al calore. Rimanere informati sulle condizioni meteorologiche locali e dare priorità alle misure di sicurezza è fondamentale poiché le temperature continuano a salire.


Fonti: Alzheimer’s Foundation of America, JAMA Internal Medicine, The Lancet Regional Health – Western Pacific, National Institute on Aging, Scientific Reports, Alzheimer’s Association.