Funghi e cancro alla prostata: separare la speranza dall’hype

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La questione se i funghi possano combattere il cancro è molto popolare. Mentre molti ne pubblicizzano le qualità medicinali, le prove scientifiche sono molto più sfumate. Questo articolo esamina lo stato attuale della ricerca, separando ciò che funziona da ciò che non funziona ed evidenziando come sia i pazienti che i professionisti dovrebbero affrontare queste affermazioni.

Il fascino dei funghi medicinali

I funghi, in particolare le varietà come il reishi e lo shiitake, sono da tempo celebrati nella medicina tradizionale. I sostenitori suggeriscono che possono migliorare la salute, prolungare la durata della vita e persino curare il cancro. Tuttavia, mancano studi rigorosi sull’uomo e molte affermazioni si basano su ricerche preliminari o prove aneddotiche.

Il composto più promettente studiato finora è il lentinan, estratto dai funghi shiitake. Per produrne anche una piccola quantità è necessario lavorare centinaia di libbre di funghi: circa 400 libbre per un’oncia, ovvero 2.000 tazze. I primi studi clinici sull’iniezione di lentinan in pazienti affetti da cancro hanno mostrato tassi di risposta obiettiva migliorati quando aggiunto alla chemioterapia per il cancro del polmone. Ciò significa che è stata osservata una riduzione del tumore, ma le domande più critiche sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita sono rimaste senza risposta.

Prove umane limitate

Sebbene il lentinan possa ridurre la tossicità correlata alla chemioterapia nell’intestino e nel midollo osseo, il suo impatto sulla sopravvivenza a lungo termine è meno chiaro. Uno studio ha indicato che l’aggiunta del lentinan al trattamento della leucemia ha aumentato la sopravvivenza media, ridotto l’atrofia muscolare e migliorato la salute generale… nei ratti. Gli studi sull’uomo hanno mostrato modesti miglioramenti nella sopravvivenza a un anno per i pazienti affetti da cancro in stadio avanzato, ma nessuna differenza significativa nei risultati a due anni. Anche i miglioramenti statisticamente significativi si traducono in un aumento medio della sopravvivenza di soli 25 giorni – un guadagno marginale che richiede una valutazione critica.

La causa contro gli integratori

Il mercato degli estratti di funghi è in forte espansione, con alcuni prodotti commercializzati per il trattamento del cancro alla prostata a circa 300 dollari al mese. Tuttavia, gli studi suggeriscono che questi integratori sono inefficaci da soli. Gli uomini che consumano regolarmente funghi possono avere un rischio inferiore di cancro alla prostata, ma ciò non è necessariamente dovuto ai funghi stessi; i modelli alimentari spesso includono stili di vita più sani in generale.

I funghi Reishi, spesso chiamati “funghi di Dio”, non hanno mostrato effetti antitumorali significativi negli studi clinici. Anche composti potenti come quelli presenti nei funghi champignon bianchi uccidono le cellule tumorali nelle piastre di Petri, ma questi effetti non si sono tradotti in modo affidabile negli esseri umani.

Un barlume di speranza con i funghi champignon bianchi?

Uno studio ha esplorato gli effetti dei funghi champignon bianchi interi in polvere sugli uomini con cancro alla prostata biochimicamente ricorrente dopo un intervento chirurgico o radiazioni. Dei 26 pazienti, quattro hanno sperimentato un drastico calo dei livelli di PSA – un indicatore chiave della progressione del cancro – dopo aver iniziato una dose giornaliera compresa tra mezza e una tazza e mezza di funghi freschi. Un paziente ha visto i suoi livelli di PSA precipitare a zero e rimanere soppressi per un lungo periodo.

Avvertenze e conclusioni

Allo studio mancava un gruppo di controllo, rendendo impossibile escludere una coincidenza. Tuttavia, l’aumento dei livelli di PSA nei pazienti post-prostatectomia segnala quasi sempre la progressione del cancro. L’aggiunta di champignon bianchi alla dieta comporta un rischio minimo. I risultati più promettenti sono arrivati ​​dai funghi interi, non dagli estratti brevettati.

Sebbene le prove non siano definitive, questi risultati suggeriscono che i semplici funghi champignon bianchi possono offrire un approccio accessibile e a basso rischio per gestire la progressione del cancro alla prostata. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi effetti, ma i potenziali benefici meritano di essere presi in considerazione.